Aleatico di Gradoli: il dolce rosso che matura guardando il lago di Bolsena

di Giano di Vico — 2026-08-08

Aleatico di Gradoli: il dolce rosso che matura guardando il lago di Bolsena

A Gradoli mi fermo davanti al nome Aleatico con la cautela che si deve alle parole brevi e profonde. Non occorre riempirlo di fronzoli: questo vino nasce in un'area definita e porta un solo vitigno nel cuore. In tempi che chiamano “esperienza” anche un bicchiere bevuto di corsa, io preferisco ricordare che prima vengono le vigne, poi le frasi ad effetto.

L'Aleatico di Gradoli è DOC dal decreto del 21 giugno 1972. La zona di produzione comprende l'intero territorio di Gradoli, Grotte di Castro e San Lorenzo Nuovo, oltre a una parte del comune di Latera, in provincia di Viterbo. Sono confini che mi piace nominare uno per uno, perché un vino non è una puntina generica sulla mappa: è la pazienza con cui i luoghi restano distinti, persino quando la fretta vorrebbe confonderli.

Qui i vini devono essere ottenuti esclusivamente da Aleatico, dunque al 100 per cento. Il disciplinare riconosce Aleatico di Gradoli, Aleatico di Gradoli liquoroso e Aleatico di Gradoli liquoroso riserva. Per la versione base le uve hanno una gradazione naturale minima di 11,5 per cento in volume e il vino raggiunge almeno 12 per cento totale, di cui 9,5 svolti. Per liquoroso e liquoroso riserva il titolo totale minimo è 17,5 per cento, con almeno 15 svolti.

Mi soffermo anche sulla pazienza prescritta: resa massima di nove tonnellate per ettaro e resa uva-vino del 70 per cento. Il liquoroso riserva deve invecchiare almeno due anni in botti di rovere da non oltre 250 litri, poi un anno in bottiglia. Sorseggio immaginando non un trofeo, ma quel tempo regolato che lascia spazio al vino. Non aggiungo profumi di fantasia: l'Aleatico non ha bisogno che io gli metta in bocca parole non verificate.

Nella vita quotidiana, un calice così mi pare una piccola scuola di attenzione. Lo porto a tavola senza cerimonie inutili, leggendo l'etichetta per capire se ho davanti la versione base, il liquoroso o la riserva. Gradoli, Grotte di Castro, San Lorenzo Nuovo e Latera restano lì, dentro la denominazione, senza bisogno di fare rumore. E questa, per un vino chiamato Aleatico, è già una buona maniera di non lasciarsi ubriacare dal marketing. Io resto con il calice e con i confini del disciplinare: entrambi chiedono tempo, e nessuno dei due migliora se lo si agita per ottenere un applauso rapido. Io mi fido di questa lentezza: nessun banner sa invecchiare in botte con altrettanta pazienza.

Fonti: Disciplinare di produzione DOC Aleatico di Gradoli - Gazzetta Ufficiale, Aleatico di Gradoli - Wikipedia, Aleatico in festa: Gradoli celebra la XXXIV edizione - La Tua Etruria