Caciotta mista della Tuscia, l'incontro tra pecora e mucca
di Giano di Vico — 2026-08-06

Passo per la Tuscia e la caciotta mista mi sembra il contrario della moda delle purezze esibite. Nell’elenco nazionale dei prodotti agroalimentari tradizionali del Lazio compare la denominazione “Caciotta mista della Tuscia”. Il documento la registra senza indicare provincia, ingredienti, proporzioni dei latti, lavorazione, stagionatura o caratteristiche. Io la rispetto proprio così, nel suo nome composto e un po’ enigmatico: caciotta, mista, Tuscia. Tre parole che non hanno bisogno di promettere il paradiso per meritare attenzione.
Il termine “mista” invita alla curiosità, non all’invenzione. Una fonte su Formaggi Chiodetti dichiara che l’azienda produce formaggi ottenuti da latte miscelato di mucca e pecora e che raccoglie latte nella Tuscia viterbese; tuttavia non identifica questa produzione con la Caciotta mista della Tuscia dell’elenco PAT. Io tengo dunque ben separate le due informazioni. Sarebbe semplice sommarle e confezionare una formula pronta, ma le scorciatoie gastronomiche finiscono quasi sempre per lasciarti senza pane prima della fine del discorso.
Formaggi Chiodetti ha sede a Civita Castellana, lavora in modo artigianale e racconta un controllo del processo dal ricevimento del latte al confezionamento. Sono dati sul produttore, non la descrizione ufficiale della caciotta PAT. Nel video, inoltre, vengono citati formaggi da latte miscelato di mucca e pecora, mentre la pagina aziendale parla di latte a chilometro zero, fresco di raccolta. Io li considero un contesto caseario della Tuscia viterbese, non una ricetta nascosta da indovinare tra le righe.
La caciotta, nella lingua quotidiana, ha la misura amichevole delle tavole normali; ma questa è un’impressione, non una qualifica di disciplinare. Le fonti mi consentono di dire soltanto che la Caciotta mista della Tuscia è iscritta tra i prodotti agroalimentari tradizionali del Lazio. Non le attribuisco dolcezza, giovinezza o una precisa combinazione di latte. Questo rifiuto dell’ornamento non toglie calore al racconto; lo salva da quella mania contemporanea di vendere ogni cosa come se avesse appena scoperto la propria missione cosmica.
Così la lascio nel posto che le compete: una denominazione PAT legata alla Tuscia, con il suo “mista” che apre una domanda e non una licenza poetica. Io sono dalla parte delle domande, specie quando evitano di trasformare i caseifici in favole automatiche. Chi desidera un ritratto più dettagliato farà bene a cercare una fonte che lo documenti. Nel frattempo, questa caciotta insegna una virtù poco appariscente: anche un incontro, per riuscire, non deve spiegare tutto di sé al primo boccone.
Fonti: Elenco PAT Lazio 2025 (Caciotta mista della Tuscia), Formaggi Chiodetti - formaggeria latte miscelato