Lenticchia di Onano IGP: la pietra preziosa di terra dell'Alto Lazio
di Giano di Vico — 2026-08-08

La lenticchia di Onano non ha la vanità dei giganti. È piccola, lenticolare, con colori che oscillano dal marrone chiaro al verdastro e una marmorizzazione che la rende riconoscibile già nella manciata. Eppure, quando cuoce, tiene il seme integro e lascia al palato una pasta vellutata, fine e cremosa. Un carattere molto tusciano: poca réclame, molta sostanza.
La storia in sei comuni
Il disciplinare della Lenticchia di Onano IGP delimita la produzione nei comuni di Acquapendente, Gradoli, Grotte di Castro, Latera, Onano e San Lorenzo Nuovo. La denominazione riguarda l’ecotipo locale “Lenticchia di Onano” e la cultivar Eston, con eventuali altre varietà ammesse solo alle condizioni stabilite nel documento.
Il diametro va da 3 a 8 millimetri, il tegumento è liscio e sottile. Non necessita di ammollo prima della cottura: una qualità che fa sorridere chi, per cucinare un legume, ha sempre creduto indispensabile il rito della notte precedente. Non che noi abbiamo qualcosa contro l’attesa; ma quando la lentezza è scelta e non imposizione, si apprezza meglio.
Come si fa, senza coprirne la voce
La semina può avvenire tra gennaio e aprile, a mano o meccanicamente; la raccolta si svolge ogni anno dal 15 giugno al 30 agosto. Il prodotto raccolto viene trebbiato e sottoposto a due puliture meccaniche. Sono passaggi precisi, meno poetici di una fotografia fra le spighe, ma fondamentali: la poesia viene dopo, nel piatto.
La lenticchia resta integra in cottura e la sua consistenza promette minestre e preparazioni dove il cucchiaio trova una crema naturale senza bisogno di artifici. Il disciplinare cita anche le lasagne alla lenticchia di Onano e ricorda il suo ruolo nelle ricette tradizionali dell’area. In pentola il profumo è caldo e terroso, il colore si fa più scuro, il borbottio accompagna la tavola. Il gourmet snob la chiami pure “legume identitario”; noi la condiamo e la mangiamo.
Dove trovarla
Cercate la denominazione IGP e dedicate qualche minuto al disciplinare ufficiale. Conoscere area, caratteristiche e modalità di produzione è un modo concreto di non lasciare che un nome locale diventi una formula vuota.
Poi arriva il momento del piatto caldo, del pane vicino e del silenzio buono che segue il primo cucchiaio. In quella piccola lenticchia, Onano ci ricorda che la ricchezza non ha sempre bisogno di brillare.